Tre notti che non dormo

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Sono tre notti che non dormo.

Che poi in realtà è più di una settimana, ma concedetemi una licenza poetica. Magari mi convinco che la mia insonnia sia meno fastidiosa.

Dicevo, sono tre notti che non dormo.

Occhi sgranati. Mi giro e mi rigiro. Guardo l’orologio.

Mezzanotte.

L’una.

Le due.

Le tre.

Le quattro.

Come avrebbe detto mia nonna, mi votu e mi rivotu.

E la cosa pazzesca è che non c’è nemmeno un pensiero particolare a tenermi sveglia. Forse un’accozzaglia di pensieri più o meno importanti, ma niente di così trascendentale da giustificare i miei occhi sgranati.

E nel frattempo il ritmo circadiano è andato a farsi benedire.

Perché dato che sono in ferie (forzate, ma questo lo spiegherò nei prossimi giorni), genitori permettendo, poi posso dormire fino all’ora di pranzo. E allora via che si ricomincia da capo.

Ma chi l’ha inventato ‘sto ritmo circadiano? E soprattutto, visto che è così importante per il benessere e la sanità mentale di un essere umano, come faccio a ripristinarlo?

Come si fa quando anche le gocce che ti ha dato il medico fanno lo stesso effetto della medicina omeopatica?

Se fossi un uomo opterei per la sega della buonanotte, ma sono una signora e certe cose non si fanno (o quantomeno non si dicono… comunque non funzionano nemmeno i metodi non convenzionali. Niente di niente).

Ma perché non riesco ad addormentarmi ad un orario decente da quando sono tornata nel paese dai vicoli stretti? Forse lo so, ma se ve lo dicessi http://s307.photobucket.com/user/JakeMongoose/media/spoilers.png.htmloggi sarebbe uno spoiler, e io odio chi spoilera.

L’altra notte, in una delle mie sessioni di insonnia e contorsionismo tra le coperte alla ricerca della posizione più comoda per addormentarmi mi è venuta in mente una frase, una di quelle che girano su Facebook:

Dice una leggenda, che se non riesci a dormire la notte è perché sei sveglio nel sogno di un altro.

La fonte è incerta anche per Google.
Poniamo che fosse vero, voglio lanciare un appello: chiunque tu sia che mi stai sognando con tanta veemenza, fai qualcosa, perché vorrei dormire anche io.
Perché mi sogni? Parliamone, sono aperta al dialogo e propensa a cercare una soluzione pacifica per tutti.
Ho vagliato un paio di opzioni, oh misteriosa persona che mi sogni:
1) mi sogni perché ti piaccio. Mi ami. Mi adori e non sai come dirmelo. Non avere paura del mio eventuale rifiuto, fatti avanti che come ha scritto un mio contatto “pensarsi e non dirselo è da maleducati“.  Pensa alle possibilità: il tuo interesse potrebbe essere ricambiato, tornerei a dormire e anche più contenta. Anzi, saremmo content* in due! Dai, sono single, buttati. Al massimo restiamo amic* e se proprio mi fai schifo prometto che te lo dirò con il massimo tatto e diplomazia di cui sono capace.
2)mi sogni perché mi odi. Ecco, parliamo anche di questo. Dimmelo in faccia, mandami un sms, una whatsappata se proprio sei timid*. Fermami per strada e dammi uno schiaffo. Capirò, lo giuro. Ma fammi dormire in pace. Smetti di sognarmi car* il mio o la mia hater. Butta fuori questa rabbia nei miei confronti. Trova un modo creativo per mandarmi a cagare una volta per tutte e lasciami dormire in pace. Datti al bricolage, alla collezione di francobolli, ma per Dio, fammi dormire.
3) mi sogni anche se non mi conosci. Allora non posso farci niente, ma i miei contatti li trovi qui da qualche parte, ci prendiamo un caffè, finalmente ti togli la curiosità, vedi che sì, sono un tipo, ironica, niente di che, e ti metti l’anima in pace. Dai, puoi farcela. Io voglio dormire.
Quanto mi piace fare elenchi. Magari mi aiutassero a dormire.