Ar ministero de la salute, in quel de Trastevere, hanno combinato propio un ber pasticciaccio per il Fertility Day.

Artro che via Merulana.

Non paga delle critiche piovute da ogni dove dopo la prima terribile campagna promozionale del Fertility Day, la ministra Lorenzin ha colpito ancora.

O meglio, il suo staff comunicazione, come si è affrettata a dichiarare Sora Bea dopo aver silurato il capo di gabinetto.

Perché ovviamente Sora Bea non ha mai approvato quella campagna orribile. Figuriamoci.

Mica Sora Bea pensa che i negri so’ tutti drogati. E nemmeno che una famiglia che urla “White Anglo-Saxon Protestant” rispecchi l’ideale di buone abitudini e buona compagnia.

Siamo cattolici, per Dio, che è ‘sto calvinismo?

Quindi la colpa ha da esse per forza dello staff, uno staff brutto e cattivo che ha ricicciato una campagna ammerigana per partorire – ih, partorire, per il Fertility Day, so’ proprio gajarda io – una campagna sessista e pure razzista.

Come gli autori di Boris, io me li immagino quelli dello staff della Sora Bea.

–  Ahò, come ‘a famo ‘a campagna a prova de bomba pel FertilityDay?

– Cazzo ne so, zio. Guardamo un po’ su Google, tanto non se ne accorge nessuno.

– Ahò, genio! Guarda che figata ‘sta roba qua. Daje, publicamola che tanto che quelli so’ ammerigani non se ne accorge nessuno e li negri, a parte Gervinho, stanno sur cazzo a tutti. Daje.

Ecco, deve essere andata un po’ così.

Con lo stesso sforzo creativo di chi ha fatto la campagna per Veltroni ricicciando il “Yes we can” di Obama traducendolo con un “Si può fare” o chi ha lanciato l’hashtag per Ignazio Marino. #Daje. Geni. E hanno portato pure un po’ sfiga mi sa.

Perché vedete, a parte poche eccezioni, di solito gli staff comunicazione sono ben pagati e dovrebbero essere dei fenomeni nel loro lavoro.

E invece no.

Partoriscono – daje!! – ‘ste cagate.

E poi ci siamo noi. Un esercito di copywriter, grafici, social media manager, creativi e coglioni che oscilliamo tra l’incubo della partita iva e il precariato.

E siamo precari e ci chiedono di fare figli.

Poi li mantiene il ministero della magia, che noi non c’avemo manco i sordi pe’ i preservativi.

Che magari avremmo fatto un lavoro anche migliore. Dico magari eh.

Perché invece di prendere la foto da ShutterStock dopo aver visto lo stesso manifesto, magari avrei chiamato un par di amici e gli avrei chiesto di fare una foto tutti insieme apassionatamente, che ci saremmo pure fatti due risate tutti insieme.

Un bel lavoro di merda, insomma.

Però Sora Bea non ne sapeva gnente, eh.

E io non ci credo manco per un cazzo.

Perché nel mio piccolo sono stata un staff. Di quelli non troppo pagati e comunque la parola “staff” comprendeva me e le mie varie personalità.

Ma una cosa, nella mia piccola esperienza ve la posso dire: non esiste che uno staff faccia uscire una campagna o anche solo un comunicato senza l’approvazione del capo di turno.

Quindi, nonostante abbiano fatto un lavoro di merda, mi tocca pure empatizzare con lo staff della Sora Bea per essere stato additato come unico capro espiatorio di questo pasticciaccio brutto.

Sora Bea, facci un favore, licenzia anche te stessa e invece di perdere tempo e denaro per convincerci che fare figli è bello, che le canne fanno male e che i negri sono tutti sporchi e cattivi spendi un po’ di tempo a chiederti come hai fatto a diventare ministro della sanità.

Che io proprio non me lo spiego.

Nel frattempo, dove lo mando il curriculum?