Non avevo mai visto Game of Thrones

gameofthrones23

In principio era “non capisci niente perché non hai visto i Mondiali del ’82”.

Nel 2006 li abbiamo vinti di nuovo e ve la siete presa nel culo.

Poi diventò “tu non hai mai visto Game of Thrones?”.

È vero, lo confesso, fino a qualche settimana fa e fino alle minacce di qualcuno di togliermi il saluto se non lo avessi visto, io, IM, non avevo mai visto Game of Thrones.

Perché?

I motivi sono molti.

  1. 220px-LeBossu1997Non sono un’amante del genere fantasy. Ok, amo la fantascienza e sono innamorata di Daniel Auteuil ne “Il Cavaliere di Lagardère” – quindi un po’ mi piace anche il genere cappa e spada -, però no, ecco, il fantasy proprio no. A piccole dosi, come i parenti.
  2. Mi avete talmente rotto il cazzo  con Game of Thrones che per me si è creato quello che chiamo l’ “effetto salvate il soldato ryan”. Se non sapete che cos’è ve lo spiego subito: quando è uscito l’omonimo film i telegiornali hanno rotto talmente tanto che alla fine non sono andata a vederlo. Avevo visto talmente tanti trailer che mi sembrava di averlo già visto. Tutti ne parlavano e sapevo già come sarebbe andato a finire. Ecco, avete fatto tutti la stessa cosa, come se la prima regola di guarda GOT sia “fai sapere a tutti che guardi Game of Thrones”.
  3. Mi piace fare l’alternativa, gne gne gne.

 

Arriva il momento, però, che fare la gne gne anticonformista rischia di tagliarti fuori dalla vita sociale.

Quanti meme ho visto condivisi su Facebook senza capire perché la gente si sbellicava nei commenti?

Quanti riferimenti a Game of Thrones mi sono stati fatti nella convinzione che io li comprendessi ottenendo come risposta solamente la mia faccia perplessa?

Orbene, finalmente ho visto Game of Thrones. Tutte e cinque le stagioni. Tutte di un fiato.

Che ne penso?

Sarò onesta, anche se quello che sto per dire probabilmente mi escluderà dalla vita sociale molto più di non averlo visto.

Non mi ha entusiasmata.

Sì, scorre bene.

Sì, è pieno di colpi di scena anche se volente o nolente li sapevo già tutti perché tutti ne parlavate da anni in rete, al bar e in fila dal dottore.

Sì, George R.R.Maritin c’ha una gran fantasia. Pure un po’ perversa.

Sì, c’è una quantità di belle donne non indifferente.

Sì, sì, sì, sì, però…

Però non mi ha entusiasmata, ecco. Soprattutto quando sono arrivati gli zombie. Che poi voi chiamateli Estranei, ma sempre zombie sono, inutile filosofeggiare. Roba da farmi tornare al mio snobbismo.

Due vantaggi ulteriori oltre a non sentirmi più esclusa dalle vostre conversazioni, però, ci sono.

Adesso posso capire questa, ricordandomi di essere comunque una scienziata politica (oltre che una nerd): WhiteHouse

 

E poi… perché nessuno mi aveva detto che Cersei Lannister è interpretata da Lena Headey, Behind-the-Scenes-imagine-me-and-you-17842393-388-582la fioraia figa di “Imagine You and Me”?

Avrei iniziato molto, molto prima.

 

L’ossessivo compulsivo e l’autodiagnosi su Google

Sono ossessiva-compulsiva.

Me l’ha detto Google.

Nell’era dell’autodiagnosi su Google siamo tutti Dottor House.

L’autodiagnosi su Google è il peggior nemico dell’ipocondriaco, soprattutto quando per leggere le analisi del sangue serve Stellarium. Sono anche un po’ ipocondriaca, ma saperlo non mi serve Google.

Stando all’autodiagnosi su Google ho il lupus, una vasculite di Horton, la porfiria, l’Asperger e la sindrome ossessivo-compulsiva.

Stando all’autodiagnosi su Google sono anche celiaca, ho il colon irritabile e diverse patologie varie ed eventuali da collocare in maniera ossessivo-compulsiva dal più al meno grave.

L’autodiagnosi su Google è anche il peggior nemico di chi ha studiato medicina. L’audiagnosi su Google ci ha trasformati tutti in Dottor House, ma con meno charme.

Sono ossessiva-compulsiva, ripeto, l’ha detto Google.

So che chi mi conosce, guardando la scrivania del mio ufficio, potrebbe obiettare: sono una disordinata quasi cronica.

Eppure sono ossessiva-compulsiva.

Forse sono ossessiva-compulsiva selettiva.

Quando sono al PC le schede di Mozilla aperte devono seguire un ordine preciso, se si apre una scheda diversa vado in tilt e devo spostarla.

Gmail, Facebook, Corriere Della Sera – poche battute, Repubblica graficamente è un disastro -, Twitter.

Questa sequenza non deve variare, non può. Se cambia potrei sentirmi come un vegano al November Porc (sì, è scritto così e sì esiste davvero).

Certo, si potrebbe aprire un dibattito su quanto i social sono diventati parte integrante della nostra vita, ma non ho voglia oggi.

Sono ossessiva-compulsiva pure nell’aggiornare Twitter, se vedo l’icona che mi dice che ho anche solo cinque tweed non letti è la fine. Panico.

Sono ossessiva-compulsiva anche quando devo selezionare il volume dello stereo. Se non è dispari potrebbero accadermi grandi disgrazie e devo avere il Tavor a portata di mano. Ansia.

Faccio spesso to-do-list, in maniera maniacale. Mi piace archiviare ricordi e cose varie ed eventuali.

Sono una disordinata quasi cronica, eppure i miei appunti universitari sembrano fatti al computer da quanto sono precisi.

Ogni capitolo un colore, grafia pulita, sottolineature col righello. Li conservo come un trofeo da sbattere in faccia a chi mi dice che sono una disordinata quasi cronica, ma non funziona.

La scrivania del mio ufficio è un disastro, un caos organizzato. Sono ossessiva-compulsiva pure nel mio disordine.

Sì, devo essere ossessiva-compulsiva selettiva.

Anche la mia memoria è ossessiva-compulsiva, ma anche selettiva. Però no, la mia terapeuta dice che Google si sbaglia, non ho l’Asperger e nemmeno l’OCD.

Non so se credere a Google o alla mia terapeuta.