Sono ossessiva-compulsiva.

Me l’ha detto Google.

Nell’era dell’autodiagnosi su Google siamo tutti Dottor House.

L’autodiagnosi su Google è il peggior nemico dell’ipocondriaco, soprattutto quando per leggere le analisi del sangue serve Stellarium. Sono anche un po’ ipocondriaca, ma saperlo non mi serve Google.

Stando all’autodiagnosi su Google ho il lupus, una vasculite di Horton, la porfiria, l’Asperger e la sindrome ossessivo-compulsiva.

Stando all’autodiagnosi su Google sono anche celiaca, ho il colon irritabile e diverse patologie varie ed eventuali da collocare in maniera ossessivo-compulsiva dal più al meno grave.

L’autodiagnosi su Google è anche il peggior nemico di chi ha studiato medicina. L’audiagnosi su Google ci ha trasformati tutti in Dottor House, ma con meno charme.

Sono ossessiva-compulsiva, ripeto, l’ha detto Google.

So che chi mi conosce, guardando la scrivania del mio ufficio, potrebbe obiettare: sono una disordinata quasi cronica.

Eppure sono ossessiva-compulsiva.

Forse sono ossessiva-compulsiva selettiva.

Quando sono al PC le schede di Mozilla aperte devono seguire un ordine preciso, se si apre una scheda diversa vado in tilt e devo spostarla.

Gmail, Facebook, Corriere Della Sera – poche battute, Repubblica graficamente è un disastro -, Twitter.

Questa sequenza non deve variare, non può. Se cambia potrei sentirmi come un vegano al November Porc (sì, è scritto così e sì esiste davvero).

Certo, si potrebbe aprire un dibattito su quanto i social sono diventati parte integrante della nostra vita, ma non ho voglia oggi.

Sono ossessiva-compulsiva pure nell’aggiornare Twitter, se vedo l’icona che mi dice che ho anche solo cinque tweed non letti è la fine. Panico.

Sono ossessiva-compulsiva anche quando devo selezionare il volume dello stereo. Se non è dispari potrebbero accadermi grandi disgrazie e devo avere il Tavor a portata di mano. Ansia.

Faccio spesso to-do-list, in maniera maniacale. Mi piace archiviare ricordi e cose varie ed eventuali.

Sono una disordinata quasi cronica, eppure i miei appunti universitari sembrano fatti al computer da quanto sono precisi.

Ogni capitolo un colore, grafia pulita, sottolineature col righello. Li conservo come un trofeo da sbattere in faccia a chi mi dice che sono una disordinata quasi cronica, ma non funziona.

La scrivania del mio ufficio è un disastro, un caos organizzato. Sono ossessiva-compulsiva pure nel mio disordine.

Sì, devo essere ossessiva-compulsiva selettiva.

Anche la mia memoria è ossessiva-compulsiva, ma anche selettiva. Però no, la mia terapeuta dice che Google si sbaglia, non ho l’Asperger e nemmeno l’OCD.

Non so se credere a Google o alla mia terapeuta.