Non raccontiamoci fregnacce, l’amica – o l’amico – con la sindrome di Maria Maddalena ce l’abbiamo tutt*.

E non ci prendiamo in giro, almeno una volta nelle nostre vite abbiamo avuto la tentazione di prenderl* a pizze in faccia di fronte al loro inguaribile e stucchevole ottimismo.

È proprio questo che è l’amica con la sindrome di Sarah Brightman – Maria Maddalena, quella che mentre sei nella merda fino al collo ti dice che è nutella.

Stai soffocando nella puzza. Non vedi una cima di salvataggio. Sai che stai per annegare e lei con la voce di Sarah Brightman ti canticchia un po’ stonata – perché nonostante il nome della sindrome non è Sarah Brightman e non è nemmeno intonata – :

Try not to get worried
Try not to turn on to
Problems that upset you
(oh) Don’t you know
Everything’s alright
Yes everything’s fine
And we want you to sleep well tonight
Let the world turn without you tonight
If we try
We’ll get by
So forget all about us tonight

Tu la guardi male. Le fai notare che sei nella merda fino al collo.

Ma lei imperterrita, sempre senza saper cantare, continua:

Sleep and I shall soothe you
Calm you and anoint you
Myrrh for your hot forehead
(oh) Then you’ll feel
Everything’s all right
Yes everything’s fine
And it’s cool and the ointment’s sweet
For the fire in your head and feet
Close your eyes
Close your eyes
And relax
Think of nothing tonight

Come faccio a chiudere gli occhi, amica mia, se sono nella merda fino al collo?

Ma come fai a non vederlo?

Dove lo trovi questo inguaribile ottimismo che fa sembrare Biancaneve e il Principe Azzurro due dilettanti? Dove per Dio?

E allora, mentre la merda ti arriva quasi al mente, ti sale il Giuda e siccome sei più intonata di lei, “in canzonetta polemizzi così”:

Woman your fine ointment
Brand new and expensive
Could have been saved for the poor
Why has it been wasted?
We could have raised maybe
Three hundred silver pieces or more
People who are hungry
People who are starving
Thay matter more
Than your feet and hair

Niente. Lei continua a dire che andrà tutto bene e sei a tanto così da trasformare il Giuda in Satana e prenderla a pizze in faccia.

Finché non arriva l’altro amico, quello con la sindrome di Gesù Cristo, un po’ spaccone e un po’ fatalista, un po’ “c’è chi sta messo peggio” e soprattutto un po’ tanto “ringraziate che ci sono io”:

Surely you’re not saying
We have the resources
To save the poor from their lot?
There will be poor always
Pathetically struggling
Look at the good things you’ve got!
Think
While you still have me
Move
While you still see me
You’ll be lost
You’ll be so, so sorry
When I’m gone

Che poi io Cristo me lo ricordavo un po’ diverso, ma Andrew Iloyd Webber è Andrew Iloyd Webber e chi sono io per contraddirlo.

Comunque tutta ‘sta manfrina per dire: ok, io sarò esagerata con il mio pessimismo leopardiano, ma pure tu, amica con la sindrome di Sarah Brightman-Maria Maddalena, torna un po’ coi piedi per terra.

Che quella non è nutella, è proprio merda.