Ciao, mi chiamo Irene Moretti, ho quasi 32 anni, da quasi un anno sono tornata a vivere a Bologna e sono – stata – quello che l’attuale sindaco di Orbetello chiama “lo staff personale del precedente sindaco”.
Mi presento perché c’è un qualcosa che sfugge ai più e che è sfuggito a tanti durante gli ultimi quattro e rotti anni: dietro alle etichette, ci sono persone. Persone che hanno un proprio vissuto, al di là dell’etichetta. Persone che hanno una vita, al di là dell’etichetta e al di là degli “oh, bimba, mica è una cosa personale”.
Perché quello che nessuno ha capito, non oggi e nemmeno allora, è che in realtà non è possibile che non sia una cosa personale.
Avete scritto e continuate a scrivere su quella figura cose assurde, vantandovi di averla eliminata, ma continua a sfuggirvi un punto: dietro alla vostra demagogia da campagna elettorale, invero becera se devo essere onesta, ci sto io. Che sarò pure a svariate centinaia di km di distanza da Orbetello, ma le palle me le fate girare lo stesso.
Il mio primo giorno di lavoro è stato, se non ricordo male, il 7 agosto del 2012.
Il mio ultimo giorno il 31 dicembre 2015.
Il che significa che è da quasi un anno che lo staff del sindaco non esiste più.
Le elezioni sono state il 5 giugno 2016
Non prendetevi meriti: gli staff non sono figure obbligatorie, sono figure discrezionali e pertanto il termine “abolito” è buono solo per fare facili proclami.
Se dovessi ripercorrere tutto ciò che ho sentito dire sul mio conto in questo lasso di tempo, non basterebbe un post, ma se volete farvi un’idea, potete scorrere le bacheche dell’attuale sindaco, di parte dell’attuale maggioranza e anche di parte di quella che era la maggioranza durante lo scorso mandato: non ci prendiamo per i culo, pure gli “amici” non è che si siano spesi troppo per difendere lo staff.
La presenza dello staff sarebbe stata un enorme spreco di denari pubblici.

Uso un eufemismo, perché spesso i toni sono stati ben più diffamatori rispetto a quello che ormai considero un soprannome affettuoso. Inutile.
La mia versione dei fatti è che l’amministrazione si è ritrovata con un’impiegata in più, ampliamente sottopagata – perché nonostante i numeri millantati sono stata con 700 euro al mese per quasi quattro anni, cifra ridicola per pensare, a 30 anni, di avere la propria indipendenza -, ma con un’etica del lavoro tale da non preoccuparsi di aver sforato le ore previste dal suo contratto.
Staff personale continuano a chiamarlo.

Ma mi chiedo che giovamento ne abbia tratto l’ex sindaco quando ho passato un mese in unità di crisi; o che giovamento ne abbia tratto quando per quattro anni tutt* mi avete vista correre da un lato all’altro del paese per assicurarmi che l’evento X o l’evento Y filasse tutto liscio; mi chiedo che giovamento ne abbia avuto il sindaco quando ho proposto, in piena emergenza, di creare un canale social per interloquire con i cittadini; mi chiedo che giovamento ne abbia tratto il sindaco quando ho cercato, in momenti di organico carente, di dare una mano agli altri uffici, finendo persino a fare la bibliotecaria.
Chi afferma che lo staff del precedente sindaco sia stato personale e a suo uso e consumo probabilmente ha problemi di vista, oppure è talmente rintronato dalla campagna elettorale e dai proclami da non aver visto che dal 7 agosto 2012 al 31 dicembre 2015 c’era una povera esaurita, che sarei io, che oltre a non avere più una vita privata, correva e destra e a manca.

Strano, alcuni di voi ci hanno anche scherzato con me.
Il fatto che io abbia sempre avuto un’etica del lavoro e della cosa pubblica piuttosto sviluppata non garantisce ovviamente che io abbia fatto sempre un ottimo lavoro, ma credo di averci messo molto impegno e tanto di me stessa, quel tanto che mi basta per dormire sonni tranquilli.
Però ecco, dopo un anno che me ne sono andata a cadenza regolare mi ritrovo a leggere di quanto siete fighi perché avete eliminato lo staff, che per proprietà transitiva poi sono sempre io – tralasciando tutta la storia dell’ufficio stampa esterno – e se permettete, anche se mi sono trasferita a svariate centinaia di km di distanza da Orbetello, un po’ mi girano.
Però mi viene anche da ridere. Perché se quei 700 euro al mese sono stati così gravosi sull’economia del territorio allora dovreste ringraziarmi che me ne sono andata a cercare di costruirmi una vita mia.
Perché signori, è bello essere nei vostri pensieri, soprattutto quando vi fa comodo, a destra e a sinistra.
Però pensate anche ad altre cose, che insomma, non credo che i problemi di Orbetello dipendessero solo dai miei 700 euro al mese.
Se proprio ritenete che mi stia sbagliando, farò in modo di fare ammenda.
Oh, traquilli, visto che sono sempre nei vostri pensieri poi i soldi del Monopoli che guadagnavo e che hanno fermato l’economia del territorio per anni ve li resistituisco. Promesso.
Magari l’anno prossimo Gustatus lo fate durare due settimane e le luminarie le montate ad agosto.

Pensate ganzo.